1° FESTIVAL DI CULTURA ROCK - San Marco in Lamis (FG) - 7/8 agosto 2006
60 dischi in vinile "pietre miliari" che potranno essere visionate durante la mostra
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LA STORIA DELLA MUSICA ROCK IN 50 DISCHI FONDAMENTALI Più un’appendice di 10 dischi italiani
L’impresa può apparire impossibile forse persino irrispettosa, ma la scommessa era troppo stuzzicante perché non ci si potesse provare: 50 dischi, rigorosamente in vinile e nelle loro versioni originali – fin dove è stato possibile –, per rappresentare praticamente il cammino di 50 anni della musica rock. Una operazione, per chi mastica rock, ai limiti della follia. A dire il vero anche l’esposizione di 100 o forse di 500 dischi avrebbe lasciato l’amaro in bocca a qualcuno, perché ciascuno di noi conserva una propria idea della musica rock e ha sempre modo di trovare lacune e dimenticanze, in quanto questo tipo di musica ha una valenza molto personale e intima per condividere appieno le proprie idee con altri. A mio avviso, anche volendo tappezzare di copertine il locale, avremmo trovato il tipo che ci avrebbe segnalato una mancanza. Allora meglio 50 titoli, secchi, forti, senza compromessi con sottogeneri pop e contaminazioni varie; 50 titoli che puzzano di sudore, grondano lacrime e sangue, soffocati dalla polvere di migliaia di miglia on the road, di morte e di rabbia, perversioni e bellezze inimmaginabili; 50 titoli che parlano il linguaggio del popolo giovanile di tutto il mondo, ad est come ad ovest, degli stessi bisogni di libertà, pace e solidarietà ad ogni latitudine, perché i valori che il rock ha espresso in 50 anni e continua ancora a farlo sono valori universali. In queste 50 copertine abbiamo voluto indicare 50 modi di fare rock scegliendo titoli che hanno effettivamente avuto una importanza decisiva per lo sviluppo del genere. Siamo partiti dalla metà dei sessanta, formidabili anni di crescita, in cui il rock ha consolidato una maturità musicale e una consapevolezza storica senza precedenti. A dispetto di coloro che nei 50 davano il rock spacciato in pochi anni, il rock a partire dagli anni 60 ha visto crescere la sua importanza in termini sociali, musicali e di costume, influenzando una generazione non più disponibile a ragionare su modelli ereditati dai propri padri. Una rivoluzione. Questi 50 dischi parlano anche di questo, ma sopratutto parlano di musica: musica rock senza fronzoli, quella che piace a noi, fondamentale cibo dell’anima e della mente. Quindi niente contaminazioni con musica classica e jazz ecc. e chi più ne ha più ne metta. Il viaggio inizia dai Beatles, e non poteva essere altrimenti, dal mitico Sgt.Pepper’s Lonely Heart Club Band, il primo a portare il rock verso la maturità e finisce con Uncle Anestesia dei Screaming Trees, del 1989, altro pezzo pregiato del pop Psichedelico americano. I titoli sono tutti fondamentali e appartengono a vari generi espressi dal rock nel corso degli anni: da Jimi Hendrix, figura centrale del rock blues psichedelico, ai Rolling Stones e The Who per rimanere in terra di Albione ; in America, sulla scorta della nascente musica psichedelica nascono e si affermano i suoni dei Quicksilver Messenger Service e Jefferson Airplane. Unica raccolta di artisti vari presente è “Nuggets”, fondamentale per la comprensione della musica Garage/Psichedelica, opportunamente ristampata in cofanetto di 4 CD, con aggiunta di altre numerose pepite degli anni 65/68, che tanta influenza ha avuto su tutto lo scibile rock. Ancora: I Grateful Dead con Live Dead, I Doors di Jim Morrison con Absolutely Live, Crosby Stills Nash e Young, qui rappresentati da Four Way Street e Live At The Fillmore degli Allman Brothers, quattro tra gli album dal vivo più importanti del rock. Altri nomi fondamentali del rock sono stati Bob Dylan e Frank Zappa, figure imprescindibili, rappresentati qui rispettivamente dai loro capolavori, Blonde On Blonde e Hot Rats. Grande è stato l’impatto sulla scena del rock dell’album d’esordio dei Velvet Underground, dalla copertina disegnata da Andy Warhol ( la celebre banana ) che rivelò al mondo l’altra faccia del rock. Mentre tutti erano intenti a partecipare al banchetto felice della stagione flower power, i Velvet Underground di Lou Reed parlano di perversioni, droga e decadenza, l’aspetto del rock più oscuro e tragico. La nascente scena heavy inglese è indicata nei Deep Purple, Black Sabbath e Led Zeppelin, il folk-rock nei Fairport Convention (unico esempio di contaminazione), i Pink Floyd dei primordi psichedelici (quelli che sono venuti dopo qui non interessano), e il supergruppo dei Cream. Gli Stooges con “l’Iguana Iggy Pop” di Detroit, fondamentale e sconvolgente per l’epoca il loro primo album del 1969: Un punk ante litteram, in netto anticipo sui tempi. Nella metà dei 70 il rock ritorna alle origini con la rabbia del punk. Qui sono evidenziati almeno due gruppi storici: i Clash, col capolavoro London Calling e i Sex Pistols. Del Punk inglese di transizione verso suoni meno estremi sono i Buzzcocks. La new wave è indicata in Closer dei Joy Division di Jan Curtis, altro perdente del rock morto suicida a 22 anni, in questo disco tutta la bellezza e la decadenza del genere. Per il post punk made in Usa si è scelto due gruppi che meglio hanno indicato la nuova strada : i Talking Heads e i Television, rispettivamente con Remain In Light e Marquee Moon. Inevitabile un disco di Bruce Springsteen, si è scelto Born To Run che meglio definisce lo stile del boss. Non poteva mancare Bob Marley e il disco che meglio lo rappresenta per me è Babylon By Bus. Negli 80 a nostro avviso meritano visibilità un pugno di gruppi che per varie ragioni hanno alimentato dal sottobosco la linfa vitale del rock di superficie. Da evidenziare albums fondamentali come : Medicine Show dei Dream Syndicate ( che è un po’ il manifesto del Paisley underground sorto a metà degli 80 in USA ), insieme ai dischi dei Green On Red e Thin White Rope . I gruppi Husker Du, Dead Kennedys e Pixies sono evidenziati da dischi abrasivi di grande impatto. L’Australia punk garage è rappresentata dal micidiale e inarrivabile Radio Appear’s dei Radio Birdman, disco da avere a tutti i costi per capire la vera essenza del rock. Molto interessanti anche i Died Pretty, australiani, titolari di un ottimo sound acido con implicazioni garage. Nei 90 la scelta è stata resa facile perché i gruppi più importanti di quegli anni coincidono con quelli più o meno più famosi : a parte i Kyuss, che hanno “inventato” lo stoner che tanto seguito ha avuto, abbiamo inserito i dischi fondamentali di Bad Religion, i primordi dell’hard core melodico, e Rancid; poi l’hard moderno dei Jane’s Addiction, Soundgarden e Smashing Pumpkins. La scena grunge è rappresentata da Nirvana, Pearl Jam e Screaming Trees titoli di riferimento scontati Nevermind, No Code e Uncle Anestesia, i loro dischi più rappresentativi. Daydream Nation è il capolavoro dei Sonic Youth, punto di approdo della loro evoluzione che si è sviluppata attraverso post punk, noise e sperimentazione. Infine un disco heavy metal estremo dei brasiliani Sepultura, Chaos AD, che sintetizza genere e sottogeneri vari il cui territorio si perde nella notte dei tempi.
I DISCHI ITALIANI Il rock italiano, spesso ha peccato per originalità, risentendo in maniera esagerata delle influenze esterne. Tuttavia non mancano eccezioni clamorose, come gli Area di Arbeit Mach Frei del 1973, un capolavoro assoluto di tutta la musica rock. In questo compendio si citano pochi titoli, anche se molti altri meritevoli ve ne sono. Per il Progressive la Premiata Forneria Marconi e il Banco del Mutuo Soccorso con i loro dischi di esordio, di ottimo livello, all’altezza dei gruppi inglesi dell’epoca. L’Italia è meglio rappresentata dalla scuola dei cantautori ed i dischi di Francesco Guccini, Fabrizio De Andrè ed il primo LP di Lucio Battisti (raro!) sono fondamentali per capire il genere. Abbiamo indicato alcuni titoli per noi più significativi ma ciascuno dei nostri visitatori ha certamente il proprio disco in testa. Non manca il nostro boss locale, cioè Ligabue col suo disco più bello ( Lambrusco coltelli rose e pop corn ). Infine il rock moderno: Litfiba con il loro capolavoro 17 Re, poi dischi di gruppi alternativi come Gang (Barricada Rumble Beat), 99 Posse, e Onda Rosse Posse, pugni nello stomaco contro il sistema e denuncia del disagio giovanile nei quartieri-ghetto.
LUIGI CIAVARELLA |