Home | Dettagli | Dama | Dischi | Mythos

JAZZINLAMIS - 26 luglio 2007 a San Marco in Lamis

TEO CIAVARELLA - GARGANO ELEGY "Concerto per il mio Gargano"

di Pietro Massaro

 

Ci siamo recati, spinti più da curiosità che da motivi di interesse, essendo i nostri gusti musicali inclini per il rock puro e le sue varie contaminazioni, a recarci ad ascoltare nel cortile dell’edificio scolastico “ Balilla” il primo ospite della rassegna “ Jazzinlamis 2007”, giunta alla sua quarta edizione. Il cartellone gigantesco, posto lungo la Valle dello Starale, ci aveva stuzzicato con la lettura del programma. Tra gli altri si doveva esibire Teo Ciavarella, nostro conterraneo artista musicale, affermato autore ed esecutore  in quel di Bologna, avendovi acquistato notorietà, tra Lucio Dalla,  Renzo Arbore ed altri.

La sua proposta era molto incoraggiante per ogni sammarchese che si rispetti: Gargano Elegy “Concerto per il mio Gargano”. Affilate le armi del giudizio critico ne è scaturito quanto segue. Teo Ciavarella si è presentato con la sua band con Lele Veronesi alla batteria, Angelo Del Gaudio al contrabbasso, Maurizio Minardi alla tastiera, Antonio Marangolo, sax e clarinetto più un’orchestra, di 20 elementi, di musica classica, l’ “Orchestra Giovanile Dauna”.  Un felice connubio tra musica classica e sinfonica e moduli prettamente jazzistici, tra violini, viole, violoncelli e percussioni e tastiere. Teo Ciavarella ha proposto all’uditorio un repertorio conosciuto nell’accezione tradizionale, ma non in quella elaborata con originalità, con le canzoni tipiche della nostra terra come “ La vadda de Stignane”, “ La via la funtanella”, “ Asscigne, nennèlla, asscigne”, “ Quanta abballa lu ricce e la cestunia”, abilmente dettate dalla potenza del sassofono di Antonio Marangolo e dal pianoforte del maestro, con tocchi delicati, con gli inserimenti di contrabbasso e batteria, giocati perfettamente dal Del Gaudio e dal Veronesi.  Le note, a volte, non trovavano la loro  adeguatezza espressiva, perché l’habitat non permetteva un’acustica perfetta. Teo Ciavarella ha esaltato col suo lirismo musicale la storia del nostro Paese, toccando le corde dei sentimenti antichi. Un omaggio indimenticabile “per quelli che sono restati” nel paese per necessità o per nostalgia perenne.

Un canto elegiaco per il Gargano, “topos” unico, dal punto di vista storico e naturalistico, di commistione di luce del sole e del mare e del fitto sonno di boschi e foreste, con i luoghi della moltitudine di un tempo trasformati nei luoghi dell’esserci e del non esserci di oggi. Il folk, quindi! Ed ecco sulla scena appare Salvatore Villani, di Rignano Garganico, cantastorie e musicologo, allievo di Roberto Leidi dell’Università di Bologna, entrato di straforo, di soppiatto, accompagnato dal chitarrista Angelo Frascarìa, con la rivisitazione di motivi tradizionali e religiosi quali “ Madonna Incoronata”, “ Ti saluto, San Michele”, “ La tarantella del Gargano”, di origine carpinese, tratta dal repertorio dei locali “ cantori”, ancora “ Quanna balla lu ricce e la cestunia”. L’alternarsi di questa felice commistione musicale veniva inframmezzata da Antonio Marangolo con la sua composizione “ Fez”, dedicata a tutto il nostro Sud, con i meravigliosi acuti del suo sax. Poi ha chiuso alla grande Teo Ciavarella, tra il romantico ed il post postmoderno nel suo mix di vecchio e nuovo con “ La vadda de Stignane” e, destando forti emozioni, si è superato stupendamente, facendoci ricordare che nascere nel nostro Paese non è stato determinato da noi, ma ci è stato assegnato! E questo è quanto!

Home | Dettagli | Dama | Dischi | Mythos